Si papà. La libreria c’è ancora ed è più grande di prima. I libri esistono, perché il mondo, sempre, ha bisogno di storie, ha bisogno di parole. In fondo, se un genio non avesse scritto, se monaci sapienti non avessero conservato, se un’intelletuale coraggioso non avesse cercato, oggi l’umanità sarebbe più stupida. Il talento, la memoria, il viaggio. Eccola la vita che lascia le orme, papà.

Walter Veltroni.

Ho sempre amato un racconto di quel genio di Delmore Schwartz che si intitola Nei sogni cominciano le responsabilità. E’ la storia di un uomo che entra in un cinema e vede magicamente sullo schermo l’incontro con i suoi genitori, il corteggiamento che ne è seguito e il momento in cui suo padre chiede a sua madre di sposarlo. Allora il protagonista urla, nella sala muta: “Non fatelo. Non è troppo tardi per cambiare idea, tutti e due”. Vorrebbe impedire che lo concepiscano, perché non aver vissuto convinto, come in fondo è, “che la realtà è sempre inferiore alle aspettative”.

Io invece amo la vita, tutta quella che ho vissuto (…) le cadute e le sorprese, le risate e i tradimenti, le passioni e le delusioni. Se la ripenso mi sembra una bellissima storia, come in fondo lo sono tutte.

Ciao di Walter Veltroni, casa editrice Rizzoli, 2015. 

I vostri figli di Khalil Gibran.

I tuoi figli non sono figli tuoi.

Sono i figli e le figlie della vita stessa.

Tu li metti al mondo ma non li crei.

Sono vicini a te, ma non sono cosa tua.

Puoi dar loro tutto il tuo amore,

ma non le tue idee.

Perché loro hanno le proprie idee.

Tu puoi dare dimora al loro corpo,

non alla loro anima.

Perché la loro anima abita nella casa dell’avvenire,

dove a te non è dato di entrare,

neppure col sogno.

Puoi cercare di somigliare a loro

ma non volere che essi somiglino a te.

Perché la vita non ritorna indietro,

e non si ferma a ieri.

Tu sei l’arco che lancia i figli verso il domani.