Recensione: “L’Inverno dei Leoni” di Stefania Auci

Dopo due anni da “I Leoni di Sicilia”, Stefania Auci, ritorna a parlare della Famiglia Florio con il romanzo “L’inverno dei Leoni”, Narrativa Nord, 2021. In questo romanzo, come in quello precedente, si intreccia alla storia italiana, la crescita dell’impero dei Florio e storie di amore e vita che suscitano nel lettore un turbine di emozioni talmente vario da incollarlo pagina dopo pagina.

Dopo la lettura del primo romanzo, avevo grandi aspettative rivolte verso questa seconda lettura. Avevo timore che non riuscisse a catturarmi sufficientemente come l’intensità che le vite di Paolo, Ignazio e Vincenzo mi avevano suscitato. Portavo dentro di me la storia di Vincenzo e Giulia e del loro amore nato di nascosto e poi ufficializzato solo dopo la nascita di Ignazio, unico erede della Famiglia Florio. Ho riposto in libereria “L’Inverno dei leoni” solo pochi minuti fa e già so che sentirò la mancanza della penna di Stefania Auci, dell’intensità e chiarezza con cui intreccia fatti storici alla quotidianità di vite concluse da più di duecento anni. Ciò che ho maggiormente apprezzato è il lato introspettivo dei personaggi. Sebbene Vincenzo, Ignazio e Ignazio junior codividono lo stesso stile di vita e le medesime aspirazioni, ognuno di loro ne esprime un immagine differente. Per Vincenzo, Casa Florio è la rivoncita delle ceneri di origini povere, nate sotto il giudizio dei compaesani di essere solo “pidocchi arricchiti”. Per Ignazio, Casa Florio è acquisizione del tanto sospirato sangue nobile, nato a dispetto di un amore più profondo vissuto nel tepore spagnolo. Ignazio junior vede in Casa Florio un futuro florido nonostante non si senta pronto a continuare a far screscere una dinastia forte e riconosciuta in tutta Europa. Ma la vera rivelazione di questo romanzo sono le donne. Giovanna, Giuia e Franca nonostante tradimenti, matrimoni non corrisposti e morti infantili, figli che non avranno mai i capelli bianchi e ruge sul viso, portano il dolore di madri mancate sotto abiti lussuosi e gioielli luccicanti, trasformando la Casata da imprenditori a veri e propri nobili che contribuiscono socialmente alla vita pubblica siciliana. Franca in maggior modo con il suo stile elegante, desiderata da pittori come Boldini, musicisti come Puccini e descritta “l’unica” dallo scrittore d’ Annunzio, diventa promotrice dello stile Liberty prima ancora che questi si affermasse in Europa e trasformando Palermo snodo culturale del Sud Italia.

Mentre leggevo la saga dei Florio, mi sono sentita trasportata nella polvere dei pavimenti del 1799, ho lavato le mani e il viso nei catini del 1880 e indossato le perle al collo su abiti voluminosi e ricchi di piume della Belle Epoque. Un libro che ogni italiano dovrebbe leggere, perché intrinseco di storia, cultura e affermazione del nostro paese a livello internazionale. Voto 5/5

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