Recensione:La meccanica del cuore di Mathias Malzieu

In questi primi giorni di Agosto vi propongo la lettura dello scrittore francese Mathias Malzieu: La meccanica del cuore, casa editrice Feltrinelli, 2012.

Trama- Nella notte più fredda del mondo possono verificarsi strani fenomeni. È il 1874 e in una vecchia casa in cima alla collina più alta di Edimburgo il piccolo Jack nasce con il cuore completamente ghiacciato. La bizzarra levatrice Madeleine, dai più considerata una strega, salverà il neonato applicando al suo cuore difettoso un orologio a cucù. La protesi è tanto ingegnosa quanto fragile e i sentimenti estremi potrebbero risultare fatali. L’amore, innanzitutto. Ma non si può vivere al riparo dalle emozioni e, il giorno del decimo compleanno di Jack, la voce ammaliante di una piccola cantante andalusa fa vibrare il suo cuore come non mai. L’impavido eroe, ormai innamorato, è disposto a tutto per lei. Non lo spaventa la fuga né la violenza, nemmeno un viaggio attraverso mezza Europa fino a Granada alla ricerca dell’incantevole creatura, in compagnia dell’estroso illusionista Georges Méliès. E finalmente, due figure delicate, fuori degli schemi, si incontrano di nuovo e si amano. L’amore è dolce scoperta, ma anche tormento e dolore, e Jack lo sperimenterà ben presto. Intriso di atmosfere che ricordano il miglior cinema di Tim Burton, ritmato da avventure di sapore cavalleresco, La meccanica del cuore è al tempo stesso una coinvolgente favola e un romanzo di formazione, in cui l’autore, con scrittura lieve ed evocativa, punteggiata di ironia, traccia un’indimenticabile metafora sul sentimento amoroso, ineluttabile nella sua misteriosa complessità.

Scheda Valutativa- È un libro young adult adatto a chi vorrebbe dedicarsi alla lettura sotto all’ombrellone o a chi avendo poco tempo ha bisogno di letture poco impegnative a cui dedicarsi ad intervalli irregolari. Attraverso la scrittura semplice ma creativa mi sono ritrovata in un mondo che mi ha riportata in una via di mezzo tra “La sposa cadavere” e “Oliver twist”. L’ingenuità di Jack mi ha particolarmente colpito, così come il suo amore fanciullesco ma eterno che lo porterà a compiere sciocchezze, allontanarsi dai suoi affetti e intraprendere un viaggio per ritrovare Miss Acacia, suonatrice di pianoforte un po’ sgraziata nei movimenti, conosciuta a dieci anni. I personaggi secondari sono eclettici e unici, indispensabili affinché la storia dia un giusto imput per proseguire pagina dopo pagina. Sorprendente il finale, se dovessi definirlo in due aggettivi userei: inaspettato e creativo. Voto 3/5

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