Recensione: Circe di Madeline Miller

Tra le letture estive mi sono imbattuta, come onde in burrasca, su una grande roccia che appassiona pagina dopo pagina al mondo della mitologia greca: Circe di Madeline Miller, casa editrice Marsilio, anno 2021.

Trama- Circe è figlia di Elios, dio del sole, e della ninfa Perseide, ma è tanto diversa dai genitori e dai fratelli divini: ha un aspetto fosco, un carattere difficile, un temperamento indipendente; è perfino sensibile al dolore del mondo e preferisce la compagnia dei mortali a quella degli dèi. Quando, a causa di queste sue eccentricità, finisce esiliata sull’isola di Eea, non si perde d’animo, studia le virtù delle piante, impara a addomesticare le bestie selvatiche, affina le arti magiche. Ma Circe è soprattutto una donna di passioni: amore, amicizia, rivalità, paura, rabbia, nostalgia accompagnano gli incontri che le riserva il destino – con l’ingegnoso Dedalo, con il mostruoso Minotauro, con la feroce Scilla, con la tragica Medea, con l’astuto Odisseo, naturalmente, e infine con la misteriosa Penelope. Finché – non più solo maga, ma anche amante e madre – dovrà armarsi contro le ostilità dell’Olimpo e scegliere, una volta per tutte, se appartenere al mondo degli dèi, dov’è nata, o a quello dei mortali, che ha imparato ad amare.

Analisi del testo- Sono sempre stata affascinata dalla mitologia greca e per anni ho fatto ricerche e cercato documenti che mi raccontassero le innumerevoli avventure degli dei dell’Olimpo di Omero. Mi sono avvicinata a questa lettura con curiosità sapendo di Circe solo che era una maga e che ha avuto una breve ma intensa storia con Odisseo della durata di un anno Nelle prime pagine ho colto una Circe acerba, sottomessa alla sua famiglia, figlia silenziosa che per rispetto ai genitori veniva pubblicamente disprezzata senza batter ciglio. La profondità e l’accuratezza delle parole usate dall’autrice suscitano nel lettore empatia e creano quel terreno fertile che, nelle pagine successive, coltiveranno la forza e la determinazione della dea. Ho apprezzato il linquaggio semplice e poco articolato che hanno alleggerito una lettura ricca di persoaggi e intrighi. Mi sono sentita talmente appassionata alla lettura da rimanere attaccata ad ogni pagina fino ad ora tarda prosegendo la lettura nei miei sogni e chiedendomi come avrebbe fatto la protagoniosta ad affrontare un nuovo dio superiore a lei o una nuova difficoltà. Consiglio la lettura agli adolenscenti che non sono appassionati di storia e antologia, perchè la Miller è stata capace di lasciarmi dentro la voglia di proseguire con una nuova lettura su questo mondo mitologico. Voto 5/5

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