Recensione: Northanger Abbey di Jane Austen

Nella vastità dei Grandi Classici mi sono imbattuta nell’opera meno conosciuta di Jane Austen, Northanger Abbay, terminata nel 1803 ma pubblicata solo nel 1818 a causa di un editore che ne acquistò il testo per poi valutarlo indegno di essere stampato. Dato che tredici anni intercorrono tra la composizione e la stampa, nel testo sono presenti note al marigine che spiegano come il tempo ha cambiato lo scorrere della storia.

Trama- Suddiviso in due parti, da quindici capitoli ognuno, protagonista è la diciassettenne ingenua Catherine Morland, che l’autrice descrive ironicamente come un’anti-eroina con l’unica passione della lettura dei romanzi gotici, molto in voga a quei tempi. La ragazza, che abita con la sua famiglia in un villaggio di campagna, viene invitata dai vicini di casa, i coniugi Allen, a trascorrere un periodo di vacanza nella cittadina di Bath, città apice della vita mondana per la media e alta borghesia inglese. I primi giorni a Barth, nonostante serate a teatro, di gala o concerti si presentano per Catherine noiosi per la mancanza di persone con cui scambiare anche pochi convenevoli, ma attraverso la Signora Allen presto fece conoscenza con due famiglie agli antipodi i Thorpe e i Tilney.

Tra un ballo ed un thè Catherine si innamora perdutamente del giovane Hanry Tilney che però a causa di impegni familiari si assenta improvvisamente. Nel tempo che i due giovani rimangono separati la giovane Morland conosce e si affeziona alla più grande e bella delle sorelle Thorpe, Isabella con cui condivide anche la passione per i libri gotici, e viene corteggiata da John Thorpe che cerca di allontanare Catherine da Hanry. Isabella, spinta dall’affetto per Catherine decide di si fidanzarsi ufficialmente con suo fratello, James Morland, ma dal momento che conosceper Frederick Tilney, che ha una posizione sociale più alta di Catherine e James, pone fine al suo fidanzamento e incomincia una frequentazione con quest’ultimo. La tristezza di Catherine per questa profonda delusione viene spazzata via con l’invito all’Abbazia di Northanger, proprietà dei Tilney, e con il tempo che potrà trascorrere con Hanry e sua sorella Eleonore.

L’ Abbazia, essendo scenario tipico dei libri gotici, la porterà a fantasticare di vivere una situazione simile a quella dei suoi romanzi preferiti, sino ad immaginare un delitto, ma nella realtà si accorgerà che le sue erano solo fantasie. Nelle lettere che riceve Catherine viene a sapere che Isabella viene rifiutata da Frederick, che non ha alcuna intenzione di spsarla, e chiede perdono a James.

Il soggiorno dai Tilney procede bene fino a quando Catherine viene bruscamente mandata via di notte. Il Signor Tilney scoprendo che la ragazza non possiede alcuna ricchezza l’allontana immediatamente dal figlio, che però dichiara il suo amore per lei ottenendo alla fine anche la benedizione di lui.

A mio avviso gli interventi ironici della scrittrice creano delle parentisi divententi e incisive all’interno della storia stessa.

“Questo breve accenno sulla famiglia Thorpe ci risparmierà un lungo e particolareggiato resoconto sulla signora, sulle sue passate avventure e dolori che altrimenti ci occuperebbero per tre o quattro capitoli…”

Analisi dei Personaggi – La storia si costruisce principalmente intorno ai personaggi Femminili. Isabella, antitesi di Catherine, rappresenta la furbizia messa in atto per crearsi un buon matrimonio che le permetterebbe di avanzare socialmente. L’autrice, attraverso il personaggio di Isabella, dimostra come la bellezza se non accompagnata anche dalla buontà d’animo diventa effimera. Era da molto che chiudendo un libro non mi capitava di sentire la mancanza di un personaggio. Catherine con la sua ingenuità riesce a proiettare quello che legge nella vita di tutti i giorni e, sebbene poi la realtà risulta del tutto differente, non si arrende a vivere una vita come una storia romantica. Catherine è quello che ogni lettore vorrebbe diventare, la protagonista del romanzo della propria vita. Anche se questo è il romanzo meno conosciuto della scrittrice Austen a mio avviso è il più originale e del tutto superiore sia a Ragione e Sentimanto che ad Orgoglio e Pregiudizio. Voto 5/5

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