Recensione: Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin

Trama- Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una vita piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale. Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime, che parevano nere, si rivelano luminose. Attraverso incontri, racconti, flashback, diari e corrispondenze, la storia personale di Violette si intreccia con mille altre storie personali in un caleidoscopio di esistenze che vanno dal drammatico al comico, dall’ordinario all’eccentrico, dal grigio a tutti i colori dell’arcobaleno. La vita di Violette non è certo stata una passeggiata, è stata anzi un percorso irto di difficoltà e contrassegnato da tragedie, eppure nel suo modo di approcciare le cose quel che prevale sempre è l’ottimismo e la meraviglia che si prova guardando un fiore o una semplice goccia di rugiada su un filo d’erba.

Scheda Valutativa- In Classifica da anni, non è ancora andata al disotto del decimo posto tra i libri più venduti. Ho letto “Cambiare l’acqua ai fiori”, di Valérie Perrin, casa editrice EO, anno 2019, una settimana dopo la sua uscita. Nelle ultime settimane ho fatto una cosa che non avevo mai fatto per nessun libro da me recensito, l’ho riletto.

Ho apprezzato prima di tutto la protagonista, Violette, che porta le sue cicatrici profonde con una certa classe e la voglia di continuare a vivere. L’amore che mette nel suo lavoro, che in realtà è la sua stessa casa. Particolarmente profondo è il messaggio che la scrittrice vuole trasmettere: l’idea di cimitero come luogo di morte, attraverso gli occhi di Violette diventa conservatore di ricordi, storie del passato, culla per il futuro.

Ho apprezzato il linguaggio semplice e chiaro, senza fronzoli che trasmettono un messaggio genuino. Ho rivissuto con la protagonista il matrimonio, la gioia di diventare madre, le lacrime versate per una tragedia che sicuramente poteva essere evitata.

Ho apprezzato la mancanza di rancore e la conservazione delle emozioni felici in riscatto di quelli tristi.

Confermo il mio voto 4/5 e consiglio la lettura a tutti coloro a cui piacciono romanzi noire e che hanno bisogno di una scossa emotiva.

Hands writing on old typewriter over wooden table background

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