Recensione: Tana libera tutti di Walter Veltroni

Ciao amici lettori,

Oggi vi parlerò dell’ultimo libro di Walter Veltroni “Tana libera tutti”, casa editrice Feltrinelli, 2021. Settima nella classifica settimanale.

Mi sembra doveroso spendere due parole sull’autore prima di procedere alla recensione. Walter Veltroni è un politico, giornalista, scrittore e regista italiano. Eletto sindaco di Roma una prima volta nel 2001 è stato poi riconfermato nel 2006 e si è dimesso nel febbraio 2008. Lessi come sua opera “Ciao” la cui trama non è altro che un incontro culturale con suo padre, noto giornalista sportivo, che venne a mancare quando lui aveva poco più di un anno.

In questa sua grande opera letteraria, l’autore, ci presenta la storia di Sami Modiano, ebreo che aveva solo otto anni quando è stato espulso dalla scuola. Abitava a Rodi, all’epoca territorio italiano, ed era in terza elementare. Il maestro non gli spiega il perché, gli dice solo di tornare a casa dal padre. Da quel giorno Sami smette di essere un bambino e diventa “solo” un ebreo. Con il padre Jakob e la sorella Lucia affronta le difficoltà delle Leggi razziali fasciste, fino al rastrellamento dell’intera comunità ebraica avvenuto nel luglio del 1944. Sami e la sua famiglia vengono caricati su una nave e poi ad Atene su un treno. Un mese di viaggio in condizioni disumane, verso il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau.
Lì all’inizio riesce a vedere da lontano la sorella, ma quando lei scompare il padre decide di presentarsi all’ambulatorio, che nel campo equivale a una condanna a morte. “Tu ce la devi fare,” dice Jakob salutando il figlio, e queste parole diventeranno la sua arma per resistere.
Nel 2005 Sami ha trovato la forza di tornare ad Auschwitz, insieme a un gruppo di ragazzi e al sindaco di Roma Walter Veltroni, e da quel momento non ha mai smesso di incontrare gli studenti. “Sono stato l’unico della mia famiglia a sopravvivere e per anni mi sono chiesto: ‘Perché?’. L’ho capito solo quando ho deciso di raccontare: sono sopravvissuto per testimoniare.”

Sono 115 pagine che rimangono impresse nella mente e nel cuore di ogni lettore. Nonostante siano scritte in maniera scorrevole e intervallate da foto del protagonista e da disegni che rappresentano il brutale luogo della morte, è stato difficile leggere senza fare pause lunghe di riflessione, pause che portano enormi interrogativi nel cuore del lettore. Consiglio la lettura a young adult e adult. Perchè è importante non dimenticare e imparare dagli errori del passato. Voto 5/5

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