Parola chiave: Felicità!

Ciao amici lettori, per concludere la settimana in maniera creativa, da questa domenica ho pensato per noi un gioco divertente e informativo, che sarà capace di aprire la nostra mente su nuovi titoli letterari, ossia, dire almeno un titolo di un libro che abbiamo al suo interno la parola chiave che vi proporrò. La parola chiave di oggi è…. Felicità!

Nell attesa dei vostri commenti vi do appuntamento al prossimo articolo.

Lettera mai spedita a Diego Rivera di Frida Kahlo

La mia notte è senza luna.
La mia notte ha grandi occhi che guardano fissi una luce grigia che filtra dalle finestre.
La mia notte piange e il cuscino diventa umido e freddo.
La mia notte è lunga e sembra tesa verso una fine incerta.
La mia notte mi precipita nella tua assenza.
Ti cerco, cerco il tuo corpo immenso vicino al mio, il tuo respiro, il tuo odore.
La mia notte mi risponde: vuoto; la mia notte mi dà freddo e solitudine.
Cerco un punto di contatto: la tua pelle.Dove sei? Dove sei? Mi giro da tutte le parti, il cuscino umido, la mia guancia vi si appiccica, i capelli bagnati contro le tempie.
Non è possibile che tu non sia qui. La mie mente vaga, i miei pensieri vanno, vengono e si affollano, il mio corpo non può comprendere. Il mio corpo ti vorrebbe. Il mio corpo, quest’area mutilata, vorrebbe per un attimo dimenticarsi nel tuo calore, il mio corpo reclama qualche ora di serenità.
La mia notte è un cuore ridotto a uno straccio.
La mia notte sa che mi piacerebbe guardarti, seguire con le mani ogni curva del tuo corpo, riconoscere il tuo viso e accarezzarlo.
La mia notte mi soffoca per la tua mancanza.
La mia notte palpita d’amore, quello che cerco di arginare ma che palpita nella penombra, in ogni mia fibra. La mia notte vorrebbe chiamarti ma non ha voce.
Eppure vorrebbe chiamarti e trovarti e stringersi a te per un attimo e dimenticare questo tempo che massacra.
Il mio corpo non può comprendere.
Ha bisogno di te quanto me, può darsi che in fondo, io e il mio corpo, formiamo un tutt’uno.
Il mio corpo ha bisogno di te, spesso mi hai quasi guarita.
La mia notte si scava fino a non sentire più la carne e il sentimento diventa più forte, più acuto, privo della sostanza materiale,
la mia notte mi brucia d’amore.

Sono le quattro e trenta del mattino.

La mia notte mi strema. Sa bene che mi manchi e tutta la sua oscurità non basta a nascondere quest’evidenza che brilla come una lama nel buio, la mia notte vorrebbe avere ali per volare fino a te, avvolgerti nel sonno e ricondurti a me.
Nel sonno mi sentiresti vicina e senza risvegliarti le tue braccia mi stringerebbero.
La mia notte non porta consiglio.
La mia notte pensa a te, come un sogno a occhi aperti.
La mia notte si intristisce e si perde.
La mia notte accentua la mia solitudine, tutte le solitudini. Il suo silenzio ascolta solo le mie voci interiori.
La mia notte è lunga, lunga, lunga.
La mia notte avrebbe paura che il giorno non appaia più ma allo stesso tempo la mia notte teme la sua apparizione, perché il giorno è un giorno artificiale in cui ogni ora vale il doppio e senza di te non è più veramente vissuta.
La mia notte si chiede se il mio giorno somiglia alla mia notte.
Cosa che spiegherebbe la mia notte, perché tempo anche il giorno.
La mia notte ha voglia di vestirmi e di spingermi fuori per andare a cercare il mio uomo.
Ma la mia notte sa che ciò che chiamano follia, da ogni ordine, semina disordine, è proibito. La mia notte si chiede cosa non sia proibito. Non è proibito fare corpo con lei, questo, lo sa, ma si irrita nel vedere una carne fare corpo con lei sul filo della disperazione. Una carne non è fatta per sposare il nulla. La mia notte ti ama fin nel suo intimo, e risuona anche del mio. La mia notte si nutre di echi immaginari. Essa, può farlo. Io, fallisco.
La mia notte mi osserva il suo sguardo è liscio e si insinua in ogni cosa.
La mia notte vorrebbe che tu fossi qui per insinuarsi anche dentro di te con tenerezza.
La mia notte ti aspetta, il mio corpo ti attende.
La mia notte vorrebbe che tu riposassi nell’incavo della mia spalla e che io riposassi nell’incavo della tua.
La mia notte vorrebbe essere spettatrice del mio e del tuo godimento, vederti e vedermi fremere di piacere.
La mia notte vorrebbe vedere i nostri sguardi e avere i nostri sguardi pieni di desiderio.
La mia notte vorrebbe tenere fra le mani ogni spasmo.
La mia notte diventerebbe dolce.
La mia notte si lamenta in silenzio della sua solitudine al ricordo di te.
La mia notte è lunga, lunga, lunga.
Perde la testa ma non può allontanare la tua immagine da me, non può dissipare il mio desiderio.
Sta morendo perché non sei qui e mi uccide.
La mia notte ti cerca continuamente, il mio corpo non riesce a concepire che qualche strada o una qualsiasi geografia ci separi.
Il mio corpo diventa pazzo di dolore di non poter riconoscere nel cuore della notte la tua figura o la tua ombra.
Il mio corpo vorrebbe abbracciarti nel sonno, il mio corpo vorrebbe dormire in piena notte e in quelle tenebre essere risvegliato al tuo abbraccio.
La mia notte urla e si strappa i veli, la mia notte si scontra con il proprio silenzio, ma il tuo corpo resta introvabile.
Mi manchi tanto, tanto. Le tue parole, il tuo colore.
Fra poco si leverà il sole.

Sopravvivere creando uno scudo emotivo. Articolo di Eden 1987.

Pensavo che studiare mi avvrebbe resa intelligente e libera. Sin da piccola avevo preso consapevolezza che i libri mi avvrebbero dato quello che nella realta non riuscivo a trovare. Mi nutrivo di sapere e presi cosi tanto piacere dallo studio che la mia vita quotidiana non mi appagava piu. Ma nessuno, veddendo la mia fame di sapere mi aveva detto che essere intelligenti significa avvere oltre le conoscenza anche la capacita di un intelligenza emotiva. Solo adesso alla soglia dei 30′ anni ho preso coscenza che è proprio quella a guidare le mie scelte ed è quella che va ad influenzare il modo in cui gestisco i miei comportamenti. Guida le decisioni di natura personale e sociale. Paradossalmente pero , indipendentemente da quando essa e cosi importante, la sua natura intangibile lo rende cosi difficile da misurare e di conseguenza cosi difficile da migliorare. Io persona debole , piena di paura e insicurezza, guidata principalmente dalla mia parte emotiva e non quella razionale sono l’esempio tipico di una persona con bassa intelligenza emotiva. Nulla in questa vita succede per caso , e doveva essere proprio una delusione grande a farmi dare coscenza della mia scarsa intelligenza emotiva.Una persona emotivamente intelligente sa padroneggiare le proprie emozioni e non si sarebbe trovata impreparata alle delusioni. Essa è capace ad addattarsi ai cambiamenti ed essere flessibile, non si sarebbe paralizzata dalla paura di perdere. Non abbaserebbe la propria autostima sotto zero perche alcune cose l’hanno ferita, perche ha una chiara idea di se stessa.Per creare un scudo emotivo basterebbe a volte dire di no, a trasformare gli errori in pillole di miglioramento. Equilibrare il dare con l’avere come si fa nella partita doppia in ragioneria(si, come ho studiato economia), anche se a volte una persona con bassa intelligenza emotiva cerca di dare e dare senza ricevere. Creare uno scudo non significa allontanare le persone, significa tener la giusta distanza(come i porcospini).

Il Primo amore non si scorda mai

Cari amici lettori,

È da tanto che non scrivo ed è da altrettanto tempo che non leggo. In questi mesi d’assenza la vita, come spesso accade, non mi ha lasciato tempo per dedicarmi alla lettura, alla condivisione e alla passione che mi accompagna ormai da anni. Ma più passava il tempo più la mancanza di tenere quelle pagine bianche e nere tra le mani aumentava. Mi mancava l’odore di carta e inchiostro che arriva alle narici come si apre un buon libro e nella mente riporta a ricordi di storie vissute da altri. La carta ruvida tra le mani, la copertina colorata che ti fa immaginare che storia troverai a condividere con i vari personaggi. Oggi, quindi ho ripreso questa mia passione e spero che tra non molto possiamo condividere impressioni e considerazioni. Ma nel frattempo vi lascio con un paio di domande: anche a voi è successo di sentire la mancanza di leggere un buon libro? E com’è stata la ripresa?

Vi do appuntamento al articolo amici lettori!