Recensione: Il Rifugio di W. Paul Young

Buon giorno cari amici Lettori e buon inizio settimana.

Torniamo a parlare di libri. Oggi vorrei parlarvi del Il Rifugio di W. Paul Young. Young è il primo di quattro figli, pur essendo nato in Canada, ha vissuto la maggior parte dei suoi primi dieci anni nella Nuova Guinea Occidentale, in quanto i suoi genitori erano missionari. Quando ebbe sei anni ritornò in Canada per la scuola.
Young scriveva principalmente come un modo per creare regali speciali per i propri amici finché sua moglie lo spinse a scrivere qualcosa anche per i loro sei figli, al fine di poter mettere per iscritto le sue prospettive ed esperienze sul rapporto con Dio. Il risultante libro, che successivamente prese il nome de Il rifugio (The Shack), era rivolto solamente ai suoi sei bambini e a una piccola cerchia di amici.
Lo scrittore stampò solamente 15 copie del libro. Due dei suoi amici più stretti lo incoraggiarono a pubblicarlo e lo aiutarono con alcuni accorgimenti al fine di preparare il manoscritto per la pubblicazione. Inizialmente rifiutato da 26 case editrici, Young ed i suoi compagni pubblicarono il lavoro sotto il nome della loro nuova società, la casa editrice Windblown Media nel 2007. Col tempo il passaparola spedì il libro al primo posto della classifica dei best seller stilata dal New York Times nel giugno del 2008. Il rifugio era il racconto più venduto sia come libro che come audiolibro negli Stati Uniti nel 2008.

La storia parla di un uomo semplice Mackenzie Allen Phillips, chiamato Mack, dalla vita semplice, dalla famiglia semplice, che dall’oggi al domani è cambiata per sempre per la morte improvvisa dell’ultima dei suoi cinque figli, Missi, di soli sei anni per mano di un Killer denominato Killer delle Coccinelle. Da quel giorno la vita del protagonista e della sua famiglia cambierà per sempre, riempiendosi di domande e rancore verso Dio stesso. Ma Dio ascoltando il suo dolore lo chiama in prima persona per avere un colloquio diretto con lui e il resto della Trinità, proprio dov’è venuta a mancare la sua piccola. Di qui in nome Il Rifugio. La trama del libro è avvincente e mette in luce tutti quei Perché? Che ci attanagliano giorno dopo giorno e che vorremmo tanto fare a Dio in persona. Anche se in alcuni punti l’ho trovata un po’ sopra alle righe, non trovando coerenza tra ciò che sta scritto nella Bibbia e ciò che sta nel libro:

Mack domanda a Dio: ‘C’è qualcuno a cui non vuoi particolarmente bene?’ e Dio gli risponde: ‘No, non me ne viene in mente nessuno’ (pag. 156).
Questa è un eresia, in quanto la Bibbia dice che Dio odia gli empi, secondo che è scritto che “l’anima sua odia l’empio e colui che ama la violenza” (Salmo 11:5), che “l’Eterno aborrisce l’uomo di sangue e di frode” (Salmo 5:6), ed anche: “Sei cose odia l’Eterno, anzi sette gli sono in abominio: gli occhi alteri, la lingua bugiarda, le mani che spandono sangue innocente, il cuore che medita disegni iniqui, i piedi che corron frettolosi al male, il falso testimonio che proferisce menzogne, e chi semina discordie tra fratelli” (Proverbi 6:16-19).

Apprezzo comunque l’idea dell’autore che vuole mettere in luce soprattutto l’amore di Dio come Padre e non solo come figura lontana e distaccata dagli eventi storici. Pertanto, la trovo una storia adatta a tutti, credenti o non, che vorrebbero avere un confronto face to face con il Creatore. 

Voto: 4/5

Aspettando una vostra considerazione vi do appuntamento al prossimo articolo!il-rifugio-edizione-2014