Come la Disney ha cambiato il finale alle fiabe! a cura di Rita Mocerino.

foto-principesse-walt-disneyAmiche e amici lettori, oggi diamo uno sguardo panoramico all’evoluzione che ha avuto la narrazione per bambini, partendo dai tempi di Jacob Ludwig e Wilhelm Karl Grimm fino ad arrivare ai giorni nostri. Più comunemente noti come i Fratelli Grimm, questi studiosi tedeschi nati nel 1785, 1786, divennero famosi grazie alla geniale idea di fare dei racconti popolari della cultura tedesca ed europea una raccolta di fiabe, che però in origine avevano ben poco di fiabesco. Infatti nelle storie da loro trascritte predominava sempre l’elemento magico si, ma inevitabilmente oscuro, pieno di sottointesi sessuali e risvolti per lo più raccapriccianti. Ad aggiungere l’elemento gioioso in questi racconti, ad addolcirne i finali per renderli alla portata dei bambini, fu il celebrissimo Walter Elias Disney. Esatto, proprio così, le innocenti storie che conosciamo a memoria, quelle raccontante da libri per bambini, opere teatrali e cartoni animati in DVD, non sono farina del sacco del Signor Disney. Ma forse questo lo sapevate già. Perciò ora parleremo di ciò che la moderna concezione pedagogica ha tolto alla storia originale di Cappuccetto Rosso, Cenerentola, la Bella Addormentata e così via. Come abbiamo già chiarito tutte queste storie sono di origine popolare e, in quanto tali, erano nate per un preciso scopo: educare e ammonire le giovani menti. Perciò l’esigenza di spiegare il ciclo mestruale e le sue implicite conseguenze alle ragazze che si affacciavano alla pubertà, fu generatrice dell’ingenua Cappuccetto Rosso. Il lupo, da cui la madre la mette in guardia, rappresenta l’uomo a caccia, la sessualità che inevitabilmente tenta le giovani ragazzine. Invece la povera Cenerentola incarna la perseveranza, la bontà che trionfa sulle ingiustizie e l’avidità delle sorellastre, le quali nella storia originale vengono accecate come punizione per la loro cattiveria. Per quanto riguarda Aurora nella fiaba di la Bella Addormenta, conosciuta in principio con il nome di Rosaspina, si può trarre insegnamento dal suo sonno profondo. Infatti l’incantesimo che la costringeva a dormire non venne spezzato dal bacio del vero amore, ma dai dolori lancinanti del parto. Diede alla luce due gemelli, figli del principe che abusò di lei mentre dormiva. Insomma, meglio forse la versione della Disney, dove tutte le brutture dell’umanità vengono rivedute e corrette. Per fortuna è evidente che le moderni fiabe per bambini stiano subendo un evoluzione, soddisfacendo ancora di più la fame di emancipazione dell’universo femminile. Un esempio lo vediamo in Tiana, la protagonista di La Principessa e il Ranocchio, l’eroina delle piccole donne che sognano in grande e che desiderano diventare delle adulte economicamente indipendenti. Di sicuro stiamo ormai anni luce dai tempi in cui le Principesse erano destinante solamente alla prole, a essere soavi e angeliche, ma niente di più. Chissà quali altri progressi faremo in questo campo! Magari tra una decina di anni ci saranno fiabe dove la protagonista è una Principessa laureata in scienze aereospaziali, e di certo questa è una storia che amerei leggere. E voi cosa ne pensate?

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