La Scrittura come terapia! Di Mocerino Rita.

Cari lettori, care lettrici, vi parliamo spesso di storie da leggere, ma in questo articolo voglio parlarvi invece
di storie da scrivere. Le nostre giornate, il nostro impegno nel lavoro, le nostre relazioni amorose, possono
riassumersi ed essere considerate delle storie o, come ci ha insegnato Instagram, delle Stories. Ma bando a
ciò che va più di moda, rischiando perfino di essere considerati démodé, noi che siamo amanti della parola
scritta, ci concentreremo appunto su questa. Si, perché, diversi studi hanno confermato che scrivere aiuta a
metabolizzare il dolore e a controllare gli stati d’ansia, a curare crisi di coppia e a migliorare la qualità della
vita di chi è affetto da malattie croniche. A quanto pare mettere nero su bianco le nostre sensazioni e le
nostre emozioni ci aiuta a concretizzare ciò che stiamo vivendo e in un certo senso a ‘digerirlo’. Il più delle
volte infatti non ci rendiamo conto che accumulare o (peggio) ignorare certe situazioni che ci fanno soffrire
può essere solo malsano. Sottovalutare il proprio dolore porta alla poca autostima, la poca autostima porta
alla chiusura, la chiusa porta alla Depressione. Ed ecco una parola che fa così paura che quasi non si dice ad
alta voce! Eppure, chi la vive sa benissimo com’è l’Inferno che lo sta soffocando, e quanto questo sia
invisibile agli occhi di chi lo circonda. Ma scrivere stana dal suo nascondiglio questo mostro nero, lo scopre
e lo mette a nudo. Così la scrittura ci dona, se solo le dessimo una chance, di scoprire parti di noi che non
pensavamo neppure di avere. È un’esplorazione di noi stessi, del nostro io più profondo, che spesso ci parla
e che ancora più frequentemente ignoriamo. Tornare quindi al Caro Diario, quello fatto di pagine vere, di
copertine firmate e righe scarabocchiate, quello che da piccoli nascondevamo nel cassetto della biancheria
intima, forse ci porterebbe più benefici che scrivere invece di noi stessi sui Social. Infondo, anche se quei
diari erano spesso accessoriati di lucchetti dalla dubbia funzionalità, non ci deludevano mai: erano capaci di
costudire diligentemente i nostri segreti, i nostri pensieri profondi e i sogni più preziosi, lì dove nessuno li
poteva giudicare o commentare. Ma ovviamente non è necessario tornare per forza all’inchiostro, per
quanto il vintage sia in voga, anche un bel foglio virtuale può aiutare. Perché allora non provare? Perché
non fare un passo indietro e tornare a scrivere parole senza che siano per forza precedute dagli hashtag?
Potreste scoprire il piacere di comporre frasi per raccontare qualcosa che invece di compiacere gli altri,
edifichi voi stessi. Ma se avete ancora dei dubbi in merito, può aiutarvi il libro di Elizabeth Maynard
Schaefer, pubblicato nel 2008, intitolato “Writing Through the Darkness: easing your depression with
paper and pen”, tradotto, Scrivere attraverso il buio: allevia la depressione con carta e penna.

Andare in Libreria e acquistare il libro giusto!

Cari amici lettori,

non so se vi è mai capitato di andare nella vostra libreria preferita e vagare nei vari reparti alla ricerca del libro giusto da leggere. Ebbene a me è capitato anche di restituire un libro che dalla copertina esprimeva un determinato argomento ma del suo interno sono rimasta molto delusa. Da allora mi sono data 5 regole per decidere il libro adatto a me 5 regole, che oggi sono contenta di condividere per

ANDARE IN LIBRERIA E ACQUISTARE IL LIBRO GIUSTO:

  1. L’UMORE. La prima cosa da valutare è di che umore stiamo nell’ultimo periodo. Se sono giù di morale non acquisterò mai un libro la cui trama è drammatica e lacrimevole. Se ho voglia di evadere dalla realtà un Fantasy è adatto a me. Se ho voglio di vivere un’avventura che mi tenga con il fiato sospeso un giallo sarà perfetto. Se ho voglia che un libro mi accarezzi il cuore e che mi faccia vedere i cuoricini nell’aria un romanzo è il più indicato.
  2. LA CLASSIFICA. Solitamente i libri più venduti sono anche quelli più consigliati, ma a parere mio, andare a scovare un libro poco conosciuto rende la lettura più unica e accattivante allora mi faccio spiegare dal Libraio cosa cerco realmente. Consiglio: Non sottovalutata quei piccoli topi di biblioteca ne conoscono sempre una più del…..editore!
  3. IL LINGUAGGIO. Se desidero una lettura poco impegnativa da fare la sera stanca nel letto dopo una intensa giornata di lavoro, giochi con i bambini, cucinare, lavare a terra, pannolini e notti insonni allora opto sempre per un libro che abbiamo un linguaggio scorrevole. Se invece ho voglia di leggere un libro che mi aiuti anche ad arricchire il mio lessico, scelgo qualcosa che mi faccia leggere con il vocabolario affianco. Anche in questo caso chiedete consiglio al libraio che sicuramente avrà letto delle note riguardante il libro e saprà già se la lettura che affronterete avrà un linguaggio specifico o più scorrevole.
  4. LE IMPRESSIONI DEI LETTORI. Sinceramente mi soffermo molto nel leggere le impressioni dei lettori che si trovano dietro al libro e che mi danno un quadro più completo dell’impressione che io stessa generalmente potrò farmi.
  5. NON SOTTOVALUTARE LA PRESENTAZIONE. La maggior parte del tempo in libreria lo passo a leggere la trama e se ha catturato adeguatamente la mia attenzione. Per farsi che ciò avvenga, non deve avere a) una storia simile a qualcosa che ho già letto, b) il/la protagonista deve avere un tratto caratteriale che mi possa permettermi di immedesimarmi in esso, c) deve lasciarmi con il fiato sospeso.

Questi sono i miei suggerimenti

, ma vorrei tanto sapere delle vostre regole! farlo è semplicissimo basta lasciare un commento qui sotto. Nel frattempo vi lascio e vi do appuntamento al prossimo articolo!!!!

È amore quando….

È amore quando ti chiede se stai bene e quando dici “sì” ti dice: “No,io voglio sapere come stai, come stai davvero”. È amore quando qualcuno ha voglia di scoltare le parole che non dici. Perché non hai avuto il coraggio di pronunciarle, perché non hai saputo trovarle. Perché le persone che si amano a volte non riescono a dirselo. È amore quando ci specchiano negli occhi di qualcuno che, guardandoci, ci parla della sua vita e ce ne affida un pezzo, ci racconta un pò delle sue paure, si perde e si ritrova più forte. È amore quando quello sguardo si posa sul nostro cuore e ci fa sentire a casa, come se quello fosse l’unico posto in cui essere, perché è inutile imporre alla mente un posto dove il cuore non vuole stare.

Buonanotte a te di Roberto Emanuelli.

LEGGERE E CONDIVIDERE: SCOPRIAMO INSIEME I GRUPPI DI LETTURA di Mocerino Rita

BookClub-678x381.pngParliamo di gruppi sociali, più nello specifico, di gruppi di lettura! Cos’è un gruppo di lettura? Semplice: gente che si incontra nel tempo libero per discutere di libri, penserete. Ma in realtà dietro questa definizione minimalista c’è tutto un mondo da scoprire.

Non è ancora ben chiaro quali siano le origini di questo poco conosciuto aggregante sociale, tuttavia il dove e il quando diventa irrilevante di fronte all’allettante possibilità di sgranocchiare dolcetti in allegra compagnia, con un bel libro da raccontare tra le mani. Infatti se volete un hobby che non vi costringa a sudare, che non sia dispendioso economicamente, che vi dia la scusa per mangiare dolci e sorseggiare the, e che vi permetta di condividere la vostra passione per la lettura, bè, questo impegno potrebbe diventare per voi un rifugio felice nel quale trovare un po’ di sollievo dalla solita stressante routine. Allora da dove iniziare? Prima di tutto, se conoscete molte persone che come voi amano leggere, potete partire proprio da loro e creare il vostro gruppo. Se invece non vi viene in mente proprio nessuno a cui possa piacere questo genere di attività, tranquilli, ci sono i social! Infatti su Facebook basta cercarli con l’acronimo GdL per avere a disposizione un elenco assortito con tante città di riferimento tra cui scegliere. Ed ecco un altro lato positivo: vi siete fatti nuovi amici!
Ok, una volta scelto o creato il vostro gruppo di lettura, ecco cosa dovete fare:

  •  scegliete un luogo dove incontrarvi; potrà essere un accogliente salotto di casa, oppure una biblioteca, o anche (se il tempo lo permette) un gazebo in un parco. Dopodiché bisogna stabilire delle semplici regole che favoriscono la condivisione e il dialogo, come ad esempio il rispetto dei reciproci tempi di lettura, tempi di esposizione, idee politiche, religiose ecc. ecc. Tutto questo per favorire il confronto evitando però le baruffe, le tirate di capelli e cose simili.
  •  stabilite le linee guida per il quieto vivere, bisogna scegliere il libro da mettere in esame: questo significa che una qualsiasi persona del gruppo può proporre un libro e dovrà esporre agli altri tutti i buoni motivi per cui l’ha scelto come libro del mese.
  • scegliere insieme un tema comune (esempio: violenza domestica, amicizia uomo donna, disoccupazione e così via), e individualmente leggere un libro che riguardi quel tema. Il lasso di tempo che si ha a disposizione per finire il libro è di solito un mese, ma ovviamente si dovrà stabilire all’unanimità anche questo.
  • Ultima cosa, tuttavia importante, non dimentichiamo le leccornie! E quindi far sì che ad ogni incontro ci sia sempre qualcosa di goloso che stuzzichi il palato, magari dei biscotti o dei pasticcini che si possano accompagnare ad una bevanda calda. Non sottovalutiamo questo aspetto perché spesso il cibo aiuta le persone a sentirsi a proprio agio e le invoglia al dialogo, è per definizione un aggregante sociale forte.

Vi sorprenderà scoprire come tutto questo, se fatto per bene, permetterà alle persone di sciogliersi e magari di raccontare le proprie esperienze personali, oltre che le proprie idee ed emozioni. Sarà un’esperienza che vi arricchirà dal punto di vista culturale e sociale. Perciò cosa state aspettando? Provate e scriveteci le vostre esperienze.

Recensione: Il Rifugio di W. Paul Young

Buon giorno cari amici Lettori e buon inizio settimana.

Torniamo a parlare di libri. Oggi vorrei parlarvi del Il Rifugio di W. Paul Young. Young è il primo di quattro figli, pur essendo nato in Canada, ha vissuto la maggior parte dei suoi primi dieci anni nella Nuova Guinea Occidentale, in quanto i suoi genitori erano missionari. Quando ebbe sei anni ritornò in Canada per la scuola.
Young scriveva principalmente come un modo per creare regali speciali per i propri amici finché sua moglie lo spinse a scrivere qualcosa anche per i loro sei figli, al fine di poter mettere per iscritto le sue prospettive ed esperienze sul rapporto con Dio. Il risultante libro, che successivamente prese il nome de Il rifugio (The Shack), era rivolto solamente ai suoi sei bambini e a una piccola cerchia di amici.
Lo scrittore stampò solamente 15 copie del libro. Due dei suoi amici più stretti lo incoraggiarono a pubblicarlo e lo aiutarono con alcuni accorgimenti al fine di preparare il manoscritto per la pubblicazione. Inizialmente rifiutato da 26 case editrici, Young ed i suoi compagni pubblicarono il lavoro sotto il nome della loro nuova società, la casa editrice Windblown Media nel 2007. Col tempo il passaparola spedì il libro al primo posto della classifica dei best seller stilata dal New York Times nel giugno del 2008. Il rifugio era il racconto più venduto sia come libro che come audiolibro negli Stati Uniti nel 2008.

La storia parla di un uomo semplice Mackenzie Allen Phillips, chiamato Mack, dalla vita semplice, dalla famiglia semplice, che dall’oggi al domani è cambiata per sempre per la morte improvvisa dell’ultima dei suoi cinque figli, Missi, di soli sei anni per mano di un Killer denominato Killer delle Coccinelle. Da quel giorno la vita del protagonista e della sua famiglia cambierà per sempre, riempiendosi di domande e rancore verso Dio stesso. Ma Dio ascoltando il suo dolore lo chiama in prima persona per avere un colloquio diretto con lui e il resto della Trinità, proprio dov’è venuta a mancare la sua piccola. Di qui in nome Il Rifugio. La trama del libro è avvincente e mette in luce tutti quei Perché? Che ci attanagliano giorno dopo giorno e che vorremmo tanto fare a Dio in persona. Anche se in alcuni punti l’ho trovata un po’ sopra alle righe, non trovando coerenza tra ciò che sta scritto nella Bibbia e ciò che sta nel libro:

Mack domanda a Dio: ‘C’è qualcuno a cui non vuoi particolarmente bene?’ e Dio gli risponde: ‘No, non me ne viene in mente nessuno’ (pag. 156).
Questa è un eresia, in quanto la Bibbia dice che Dio odia gli empi, secondo che è scritto che “l’anima sua odia l’empio e colui che ama la violenza” (Salmo 11:5), che “l’Eterno aborrisce l’uomo di sangue e di frode” (Salmo 5:6), ed anche: “Sei cose odia l’Eterno, anzi sette gli sono in abominio: gli occhi alteri, la lingua bugiarda, le mani che spandono sangue innocente, il cuore che medita disegni iniqui, i piedi che corron frettolosi al male, il falso testimonio che proferisce menzogne, e chi semina discordie tra fratelli” (Proverbi 6:16-19).

Apprezzo comunque l’idea dell’autore che vuole mettere in luce soprattutto l’amore di Dio come Padre e non solo come figura lontana e distaccata dagli eventi storici. Pertanto, la trovo una storia adatta a tutti, credenti o non, che vorrebbero avere un confronto face to face con il Creatore. 

Voto: 4/5

Aspettando una vostra considerazione vi do appuntamento al prossimo articolo!il-rifugio-edizione-2014

Ebook o cartaceo? il nuovo dilemma shakespeariano!!!

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Cari Lettori,

oggi vorrei affrontare il tanto dilemma che attanaglia tutti coloro che, una volta concluso un libro, devono affrontare un nuovo acquisto e non sanno se muoversi sul cartaceo o acquistando un ebook on line. Cerchiamo di fare un passo indietro e di vedere i pro e i contro del libro digitale.

PRO EBOOK:

  1. ECONOMICO. Essendo digitale l’ebook azzera tutti i costi di pubblicazione, ossia stampa e utilizzo della carta, pertanto il suo prezzo non supera generalmente i 5 euro, costo che include solo i diritti d’autore e il marchio dell’editore.
  2. SI PUO LEGGERE FINO A TARDA NOTTE. Naturalmente per poter utilizzare l’ebook è necessario uno strumento tecnologico, ossia cellulare, computer o tablet, che è dotato di luce propria che si può adattare in base alle esigenze.
  3. DURATA NEL TEMPO. Gli ebook si sfogliano in maniera digitale, quindi non rischiamo mai di sporcarli quando mangiamo, usurarli, essere sporcati dai bambini perché li abbiamo lasciati “a portata di mano”, rosicchiati da animali domestici.
  4. SI POSSONO SCAMBIARE FACILMENTE ANCHE CON CHI E’ PIU LONTANO. Esatto amici lettori, basta allegare il nostro libro digitale per email e arriva in tutto il mondo in meno di un secondo e abbiamo anche evitato quella lunga fila alla posta e la preghiera giornaliera che il pacco non si pardi nel nulla.
  5. PUO’ LEGGERLO UNA VOCE DIGITALE PER NOI SE SIAMO IMPOSSIBILITATI. Ebbene amici lettori, le nuove tecnologie permettono anche di fare questo grazie ad una voce digitale.

CONTRO EBOOK:

  1. NON CONCILIA IL SONNO. Tutte le moderne tecnologie hanno milioni e milioni di pixel che arrivano al nostro cervello come stimoli continui che proseguono anche durante la fase di sonno, non facendo riposare realmente il nostro cervello e facendoci svegliare già con una sensazione di stanchezza, ecco perché i medici consigliano di stare a contatto con le tecnologia una manciata di ore al giorno.
  2. POSSONO ESSERE PIU’ FACILMENTE SMARRITI. Ebbene si, al meno che non mettiate i vostri ebook in memorie esterne basta che vada in palla il computer e recuperare tutti i libri scaricati sarà un’impresa ardua e difficile.
  3. LE PAGINE. Parliamoci francamente amici lettori, avere in mano un libro è come avere tra le mani un pezzo dell’autore stesso, è una poesia. Il profumo delle pagine bagnate nell’inchiostro, l’ebrezza che si crea ad ogni pagina girata, la sensazione di ruvido tra le mani. E se ingialliscono? ancora meglio! Hai un pezzo di storia nella tua biblioteca che ammiri crescere ogni mattina.
  4. PER SCAMBIARLO DEVI VEDERTI CON LA PERSONA INTERESSATA. Non ci sono alternative, a meno che non sia una persona che abita dall’altra parte del mondo, un libro può diventare uno strumento di socializzazione, che ti può avvicinare anche a chi si sente solo.
  5. DISTRAZIONE. Quando si legge un ebook è molto più semplice distrarsi con messaggi che arrivano da Facebook, WhatsApp e giochi on line.

Bene amici, adesso traete voi le vostre considerazioni e naturalmente aspetto di leggere un vostro commento e la vostra opinione a riguardo. Al prossimo articolo!!

Come la Disney ha cambiato il finale alle fiabe! a cura di Rita Mocerino.

foto-principesse-walt-disneyAmiche e amici lettori, oggi diamo uno sguardo panoramico all’evoluzione che ha avuto la narrazione per bambini, partendo dai tempi di Jacob Ludwig e Wilhelm Karl Grimm fino ad arrivare ai giorni nostri. Più comunemente noti come i Fratelli Grimm, questi studiosi tedeschi nati nel 1785, 1786, divennero famosi grazie alla geniale idea di fare dei racconti popolari della cultura tedesca ed europea una raccolta di fiabe, che però in origine avevano ben poco di fiabesco. Infatti nelle storie da loro trascritte predominava sempre l’elemento magico si, ma inevitabilmente oscuro, pieno di sottointesi sessuali e risvolti per lo più raccapriccianti. Ad aggiungere l’elemento gioioso in questi racconti, ad addolcirne i finali per renderli alla portata dei bambini, fu il celebrissimo Walter Elias Disney. Esatto, proprio così, le innocenti storie che conosciamo a memoria, quelle raccontante da libri per bambini, opere teatrali e cartoni animati in DVD, non sono farina del sacco del Signor Disney. Ma forse questo lo sapevate già. Perciò ora parleremo di ciò che la moderna concezione pedagogica ha tolto alla storia originale di Cappuccetto Rosso, Cenerentola, la Bella Addormentata e così via. Come abbiamo già chiarito tutte queste storie sono di origine popolare e, in quanto tali, erano nate per un preciso scopo: educare e ammonire le giovani menti. Perciò l’esigenza di spiegare il ciclo mestruale e le sue implicite conseguenze alle ragazze che si affacciavano alla pubertà, fu generatrice dell’ingenua Cappuccetto Rosso. Il lupo, da cui la madre la mette in guardia, rappresenta l’uomo a caccia, la sessualità che inevitabilmente tenta le giovani ragazzine. Invece la povera Cenerentola incarna la perseveranza, la bontà che trionfa sulle ingiustizie e l’avidità delle sorellastre, le quali nella storia originale vengono accecate come punizione per la loro cattiveria. Per quanto riguarda Aurora nella fiaba di la Bella Addormenta, conosciuta in principio con il nome di Rosaspina, si può trarre insegnamento dal suo sonno profondo. Infatti l’incantesimo che la costringeva a dormire non venne spezzato dal bacio del vero amore, ma dai dolori lancinanti del parto. Diede alla luce due gemelli, figli del principe che abusò di lei mentre dormiva. Insomma, meglio forse la versione della Disney, dove tutte le brutture dell’umanità vengono rivedute e corrette. Per fortuna è evidente che le moderni fiabe per bambini stiano subendo un evoluzione, soddisfacendo ancora di più la fame di emancipazione dell’universo femminile. Un esempio lo vediamo in Tiana, la protagonista di La Principessa e il Ranocchio, l’eroina delle piccole donne che sognano in grande e che desiderano diventare delle adulte economicamente indipendenti. Di sicuro stiamo ormai anni luce dai tempi in cui le Principesse erano destinante solamente alla prole, a essere soavi e angeliche, ma niente di più. Chissà quali altri progressi faremo in questo campo! Magari tra una decina di anni ci saranno fiabe dove la protagonista è una Principessa laureata in scienze aereospaziali, e di certo questa è una storia che amerei leggere. E voi cosa ne pensate?